VILLARBASSE, LA CASCINA MALEDETTA

Un delitto atroce, seguito da un processo rapido e una sentenza irrevocabile: fucilazione. A pochi mesi dalla fine della guerra, si tratta dell'ultima condanna alla pena di morte eseguita in Italia, dopo la sua introduzione nel 1926 da parte di Benito mussolini.

Scheda del libro

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Sceneggiatura: Leonora Sartori
Disegni: Sergio Marcoccia
Caratteristiche: 96 pagine, brossura, b/n

 

4 marzo 1947. Ore 7 e 41. La nebbia del mattino è infranta solo dalle luci dei flash dei fotografi. Nel poligono militare alle porte di Torino tre uomini vengono fucilati per avere commesso un crimine orrendo. La Guerra è finita da poco. La Giustizia, per l’ultima volta nella storia italiana, ricorre alla pena di morte. Un anno e mezzo prima, in una cascina a Villarbasse, a 20 chilometri da Torino, i tre uomini hanno massacrato dieci persone a colpi di bastone. I corpi, ancora agonizzanti, sono stati gettati in una cisterna. Il processo è rapido, la sentenza irrevocabile: fucilazione. Pochi mesi più tardi, in dicembre, il Parlamento italiano abolisce la pena di morte introdotta nel 1926 da Benito Mussolini.

“Sono convinto che libri come questo siano strumenti utilissimi per una riflessione e un’informazione puntuale su un orrore che, ancora oggi, è legittimato in buona parte del pianeta.” dalla prefazione di Aldo Forbice

“Gli autori del delitto hanno dimostrato la più preoccupante pericolosità sociale. Non vi è posto per le circostanze attenuanti generiche.” dal testo della sentenza sul caso, emessa dalla Corte di Assise di Torino

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