DIMENTICARE TIANANMEN
La repressione di una protesta pacifica che si trasforma in un bagno di sangue, in una notte rimasta scolpita nella memoria collettiva nonostante l'azione di censura e disinformazione messa in atto dal governo cinese.
La repressione di una protesta pacifica che si trasforma in un bagno di sangue, in una notte rimasta scolpita nella memoria collettiva nonostante l'azione di censura e disinformazione messa in atto dal governo cinese.
Sceneggiatura e disegni: Davide Reviati
Caratteristiche: 176 pagine, brossura, colori
Non ricordo più le cose.
Non ricordo i carri armati, gli spari, le grida.
Non ricordo i compagni che cadevano, non ricordo le facce.
Ricordo la Piazza.
Si chiamava Tiananmen, mi pare.
La notte tra il 3 e il 4 giugno 1989 l’esercito muove dalla periferia verso Piazza Tiananmen per reprimere la protesta pacifica di studenti, intellettuali, operai, cittadini comuni che da settimane manifestano per la libertà e la democrazia. In poche ore va in scena un tremendo massacro, rimasto scolpito nella memoria collettiva di tutto il mondo nonostante l’azione di censura e disinformazione messa in atto dal Governo Cinese.
“I razzi illuminarono il cielo. Io vidi i soldati circondare la piazza.” uno studente sopravvissuto al massacro
“Quanti fiori caddero, nessuno poté sapere. Recita così una poesia della dinastia Tang, e basta questo verso a definire che cosa è rimasto di Tiananmen vent’anni dopo: silenzio da un lato, ostinazione dall’altro.” dalla prefazione di Riccardo Noury, Amnesty International