THYSSENKRUPP

Condizioni di sicurezza precarie, turni massacranti, e all'improvviso un incendio che si porta via 7 operai. I fatti e le responsabilità dietro l'incendio alla linea 5 dell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino.

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Sceneggiatura: Alessandro Di Virgilio
Disegni: Manuel De Carli
Caratteristiche: 112 pagine, brossura cucita, b/n

 

Il 6 dicembre 2007, intorno all’una e mezzo di notte, si sviluppa un violento incendio presso la Linea 5 dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino. Le fiamme investono gravemente sette operai. Uno di questi muore sul colpo, gli altri sei moriranno a uno a uno nelle settimane successive. Fin da subito vengono mosse dure accuse alla multinazionale tedesca: gli operai coinvolti nell’incidente stavano lavorando da dodici ore, e secondo alcune testimonianze i sistemi di sicurezza dello stabilimento erano in condizioni precarie (gli estintori scarichi, gli idranti malfunzionanti). Nel novembre del 2008 cinque dirigenti ThyssenKrupp vengono rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. L’amministratore delegato dell’azienda – per la prima volta nella storia dei processi sugli incidenti sul lavoro in Italia – viene accusato di omicidio volontario.

“Per capire che quella che stavamo vivendo non era una condizione di lavoro “sicura” non servivano degli ingegneri. Eppure non sono valse a nulla le continue denunce che abbiamo fatto noi operai. Forse perché non eravamo ancora “famosi”. Forse perché “famosi” lo siamo diventati solo dopo, quando sono arrivate, per sette di noi, sette bare di legno.” dalla prefazione di Carlo Marrapodi, ex operaio ThyssenKrupp

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